Una chiaccherata con il Responsabile del Recruitment della Bocconi

Una chiaccherata con il Responsabile del Recruitment della Bocconi

Sedicesimo ateneo – quarto in Europa e primo al mondo – al mondo nella categoria Social Sciences & Management secondo l’attuale ranking QS (Quacquarelli Symonds). È l’Università Bocconi di Milano: fondata nel 1902 dall’imprenditore meneghino Ferdinando Bocconi, rappresenta un’assoluta eccellenza nel panorama dell’istruzione accademica, italiana e mondiale.
L’ateneo non ha bisogno di presentazioni. A ulteriore riprova della sua qualità, l’elevato numero di studenti che, ogni anno, invia la propria domanda di ammissione, nella speranza di risultare tra selezionati.

Ma quali sono le opportunità per gli studenti che vogliono intraprendere un percorso di studi nella prestigiosa università milanese? Ne abbiamo parlato con Mario Tabarini, responsabile orientamento e reclutamento dell’Università Bocconi.

Perché uno studente dovrebbe scegliere la Bocconi per una laurea triennale o magistrale?

Ci sono diverse ragioni. La Bocconi è tra le prime 10-20 università del mondo – e tra le prime 5 in Europa –in tutti i ranking di riferimento internazionali.

Si tratta di un contesto realmente internazionale: i nostri studenti hanno l’opportunità di frequentare un periodo all’estero per studiare o lavorare: ogni anno mandiamo all’estero circa 4 mila studenti nell’ambito di progetti scambio, di doppia-laurea o di internship. Allo stesso tempo, ospitiamo tantissimi studenti internazionali.

Per quanto riguarda la parte accademica, i nostri corsi sono tenuti da professori di primo livello, provenienti da tutto il mondo. Inoltre, è un’università molto incentrata sulla ricerca. Siamo tra le prime 3 università europee per numero di grant ricevuti dai docenti nel campo dell’economia e delle scienze sociali dalla Commissione Europea.

Infine, un valore aggiunto potrebbero essere la città di Milano ed il campus: urbano, molto moderno e vicinissimo al Duomo.

Come funziona il processo di application?

Sia per le lauree triennali sia per quelle specialistiche prendiamo in considerazione due componenti primarie: i voti – per la triennale del liceo (in particolare di terzultimo e penultimo anno), per il biennio dell’università – ed un test. Per il triennio, si tratta di un test internazionale, come SAT o ACT, oppure del test Bocconi, che è possibile fare online. Per quanto riguarda la specialistica, invece, i test sono il GMAT e il GRE; in questo caso, i soli candidati italiani hanno la possibilità di fare anche il test della Bocconi.

A questo si aggiunge una parte più qualitativa dell’application, che si riflette nella lettera motivazionale e nel curriculum vita, sia per gli studenti under-graduate sia per quelli graduate. Per i primi, consideriamo anche la conoscenza delle lingue, mentre per i secondi si fa, talvolta, anche una breve intervista-video per rendere la selezione ancora più competitiva.

Negli ultimi round, i numeri sono molto cresciuti: per questo riguarda il prossimo anno accademico, ad esempio, il numero di application è aumentato del 26% rispetto agli stessi round dell’edizione scorsa, e siamo ancora a metà anno. Circa 1/3 delle domande di ammissione che riceviamo provengono dall’estero.

Vorresti entrare alla Bocconi? I tutor di Edusogno hanno frequentato le più prestigiose università del mondo e sono a tua disposizione per preparare un’application efficace.

Quali sono i principali sbocchi lavorativi per i laureati Bocconi?

Abbiamo diversi corsi di laurea che si focalizzano su diverse aree disciplinari, quindi, ci sono diversi tipi di lavori possibili. Chiaramente, per chi studia Management, uno sbocco primario è l’ambito della consulenza, così come l’ambito bancario o dell’investimento per chi studia Finanza, o l’ambito accademico e delle organizzazioni internazionali per chi studia Economia o Scienze Politiche.

La qualità della Bocconi è riconosciuta nel fatto che, a un anno dal conseguimento della laurea specialistica, oltre il 95% degli studenti ha un posto di lavoro e, di questi, oltre il 30% lavora all’estero. Abbiamo un career service che da questo unto di vista offre davvero tante opportunità: ci vengono inoltrate oltre 13.000 offerte di lavoro l’anno, quindi, ogni studente ha anche più di un’offerta di lavoro nel corso di un anno e, dunque, la possibilità di scegliere il lavoro più adatto. Da questo punto di vista, c’è un’attenzione eccezionale. La Bocconi è un’università fondata da un imprenditore, quindi, la vicinanza al mondo imprenditoriale è nel suo DNA.

Quali sono le opportunità di borse di studio per gli studenti?

Negli ultimi 5 anni, la Bocconi ha aumentato di euro il budget dedicato alle borse di studio da 25 a 36 milioni. Possono essere per merito –permettono l’esenzione parziale o totale dalle tasse universitarie – o per reddito: anche in questo caso c’è una riduzione della tassazione annuale, specialmente nelle lauree triennali, secondo diversi scaglioni. Si arriva anche all’esenzione totale e ad offerte di vitto e alloggio.

Ci sono quindi diversi tipi di borse di studio e 1/4 degli studenti non paga di fatto il prezzo pieno della Bocconi, ma ha una qualche forma di agevolazione.

Che consiglio darebbe ad uno studente che intende inviare la propria domanda di ammissione alla Bocconi?

Nonostante sia un’università competitiva, se si ha un buon curriculum si hanno buone possibilità di essere ammessi. In linea di massima, viene accettato un candidato ogni 5 application.

Il consiglio che posso dare è, innanzitutto, quello di avere una media alta alla scuola superiore o all’università. Inoltre, ciò che fa davvero la differenza, oltre ai voti, è la preparazione al test: quindi, cercare di fare un test Bocconi – o comunque un test internazionale – ottenendo il più alto punteggio possibile. Dedicare tempo alla preparazione della prova è fondamentale per conseguire entrambi gli elementi: media alta e punteggio alto.

Infine, è importante aver un curriculum che presenti dei punti di forza, che faccia vedere che lo studente non è esclusivamente un ottimo candidato dal punto di vista accademico, ma che abbia anche interessi, hobby in ambiti diversi da quello del corso di studio. Ciò viene molto apprezzato, soprattutto quando le candidature sono simili dal punto di vista della performance accademica: la parte qualitativa fa la differenza.

 


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