Dal carcere a Stanford: la storia di Jason

Dal carcere a Stanford: la storia di Jason
Jason Spyres, studente di Stanford

Una condanna penale a 24 anni significa, per molti, essere destinati all’emarginazione sociale ed economica a vita. Difficoltà a trovare un’occupazione e diffidenza da parte dei datori di lavoro: è questo il futuro che solitamente si trova davanti chi finisce in carcere. Non è però il caso di Jason Spyres, oggi laureando in Computer Science a Stanford.

Jason ha scontato 15 anni di carcere per spaccio di marijuana. Trovarsi in un contesto come quello del carcere non fornisce certo uno stimolo a coltivare ambizioni e lavorare sulla propria formazione: la strada più semplice è rassegnarsi a scontare la propria pena sperando di riuscire a tenersi in piedi una volta fuori. La storia di Jason dimostra però che esiste un altra via, una via che premia l’impegno, la dedizione e soprattutto la fiducia in sé stessi.

Il sogno di riscattarsi

Un giorno, seduto nella sua cella in una prigione dell’Illinois, Jason vide in televisione un’intervista a un addetto alle ammissioni della Stanford University, il quale sottolineava come più di tutto lo colpisse chi riusciva a raggiungere risultati notevoli con poche risorse a disposizione. Questo discorso fece scattare qualcosa in lui, alimentando la sua volontà di dimostrare al mondo di essere più di un carcerato o uno spacciatore: Stanford era diventato un orizzonte, un sogno che lo guidava e lo motivava nonostante l’ostilità della situazione che stava vivendo.

Jason si mise allora all’opera con le pochissime risorse che la vita in carcere concedeva: una penna, un bloc-notes, francobolli e la tessera della biblioteca. L’obiettivo era sfruttare al meglio ogni minuto della sua reclusione per recuperare gli anni che stava perdendo e conquistare il futuro che sognava.

Dopo aver raccolto tutto il materiale che riusciva a reperire tra i volumi datati disponibili nella biblioteca del carcere, Jason ha scritto a varie istituzioni scolastiche del Paese per ottenere nuove edizioni. Per sei ore al giorno, sei giorni a settimana, si è dedicato allo studio, recuperando la sua formazione di base in economia, chimica, matematica e fisica.

Prima la formazione da autodidatta in prigione, poi, una volta uscito, qualche anno in un community college: la strada era lunga, ma convinzione di poter arrivare al vertice lo spronava. “Stanford mi ha cambiato la vita in quel momento, che ci fossi entrato o meno.”

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L’inizio di una nuova vita

Oggi Jason è riuscito a coronare il suo sogno: è riuscito ad entrare a Stanford e l’ambiente universitario gli ha offerto gli stimoli e le conoscenze necessarie per poter cominciare una nuova vita.

Durante il suo primo trimestre, infatti, Jason si è iscritto a un corso introduttivo di informatica tenuto da Mehran Sahami, un pluripremiato professore di informatica noto per il suo stile di insegnamento coinvolgente e stimolante. La frequenza al corso di Sahami sarà fondamentale nella costruzione del percorso di studi di Jason; proprio lì infatti egli si renderà conto del “potere dell’informatica”, e deciderà di dedicarsi ad essa.

Oggi, con la laurea ormai alle porte, Jason si rende conto di come tutte le sue esperienze di vita abbiano contribuito a dare forma alla sua personale prospettiva sul mondo, e di come questa sia stata spesso apprezzata nel corso della sua formazione a Stanford. Nelle sue parole: “A Stanford, il mio punto di vista veniva ascoltato, messo alla prova e a volte smentito”, ha detto. “Ma il semplice fatto che io fossi nella stanza cambiava il corso della conversazione.”

“Non rinunciate alla speranza”

Oggi Jason ha 39 anni, e non ha dimenticato il suo passato. Durante l’estate del suo primo anno a Stanford ha ricevuto una borsa di studio dall’università che gli ha permesso di svolgere un servizio pubblico presso l’Haas Center for Public Service in collaborazione con la no profit “Prison Scholar Fund”, che si occupa di aiutare gli ex-carcerati a acquisire un titolo di studio.

Nella sua attività estiva all’Haas Center, Jason ha prodotto video rivolti a persone con delle condanne alle spalle incoraggiandoli a riprendere o cominciare gli studi, e offrendo dei consigli sulle loro possibilità di farlo.

Se, e quando, rivelare del proprio passato, come non rischiare che i community college frequentati in prigione non tengano traccia dei crediti acquisiti: questi alcuni dei suggerimenti pratici che Jason Spyres ha offerto alla sua platea di potenziali nuovi studenti con un passato difficile.

Ma il consiglio fondamentale, secondo Jason,  che chiunque sia in una condizione di fragilità (che sia povertà, appartenenza a una minoranza o un passato criminale) deve tenere a mente, è di credere in sé stessi.

“Vi imploro di non rinunciare alla speranza “, ha detto. “Inseguite i vostri sogni come se niente potesse fermarvi.”


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