Dalla Calabria ad Harvard: la storia di Salvatore

Dalla Calabria ad Harvard: la storia di Salvatore

Salvatore è un brillante ragazzo calabrese che a settembre inizierà il Bachelor all’Università di Harvard. Qualche settimana fa Michele – studente della London School of Economics e tutor di Edusogno – ha avuto l’occasione di farci una interessante chiaccherata, che riportiamo in seguito.

Ciao Salvatore! Prima di iniziare a parlare di Harvard, ti va di raccontarci un po’ del tuo percorso?

Ciao a tutti! Sono Salvatore, ho 18 anni e vivo a Siderno, un piccolo paese della provincia di Reggio Calabria sulla costa ionica. Frequento il Liceo Scientifico, per il corso di Scienze Applicate. Sono una persona con diversi hobby, che ho avuto modo di coltivare nel corso di questi anni. Ho iniziato prima con gli scambi internazionali Erasmus ed Erasmus+, visitando così l’Irlanda, la Spagna e il Portogallo; recentemente ho anche sostenuto uno scambio online, per via della pandemia. In più, ho coltivato diverse passioni come il teatro, la musica, la scrittura e il canto, ma anche vari progetti scolastici di mio interesse.

Ora, raccontaci un po’ di Harvard: cosa ti ha spinto ad inviare domanda?

Soprattutto ed innanzitutto, ho fatto richiesta ad Harvard per poter conciliare lo studio con le mie passioni, quelle che ho elencato: vorrei continuare a coltivarle nel corso degli anni. Frequentare un’università italiana non mi avrebbe permesso di poter andare avanti con i miei hobby. In America è diverso: il college è pronto a supportare i tuoi hobby e le tue attività extracurriculari! Altro aspetto fondamentale è l’anno in più che viene fatto: un anno molto generico, esplorativo, che ti permette di conoscere l’università ed i corsi offerti. L’anno in più mi permette, in poche parole, di ritardare la scelta sul mio percorso, visto che sono ancora indeciso.

Come hai trovato il processo di application per Harvard?

Davvero molto lunga, impegnativa e stressante, al massimo. C’erano notti in cui andavo a dormire alle 4:30 del mattino, per via della mole enorme di materiale da preparare! Consiglio a tutti di non fare come me: io ho iniziato 8 mesi prima, ma sarebbe opportuno iniziare a partire dalla metà del 3 anno di Liceo. Questo perché bisogna preparare i test SAT e IELTS, rispettivamente per l’accesso e per i requisiti linguistici. Fortunatamente, quest’anno e il prossimo il SAT è opzionale, in più, ad Harvard e Stanford, non è necessario inviare il test di lingua.

Il processo di selezione parte con la richiesta di dati sul percorso scolastico, come le pagelle. Successivamente, c’è una parte molto importante che è il Personal Statement, una lettera in cui è richiesto di parlare di sé stessi e presentarsi all’admission office. Il mio consiglio è: aggrappatevi alla vostra diversità, è quello che vi farà spiccare tra la folla. Vengono poi richieste le attività extracurricolari che consiglio di dividere in 3 sottocategorie: quelle dedicate alle proprie passioni (qualsiasi siano), quelle dedicate al sociale e quelle dedicate alla formazione personale accademica. Bisogna anche da consegnare tre lettere di referenza: due dai propri professori ed una da un counselor (figura che non esiste nel nostro sistema scolastico), che può benissimo essere sostituito da un altro professore del vostro liceo. Sono richiesti anche tutte le pagelle dalla prima all’ultima disponibile, continuando ad inviarle anche in caso di ammissione ottenuta: questo perché l’università si arroga il diritto di recidere l’offerta nel caso in cui ci sia un drastico calo di rendimento del ragazzo. Ogni college ha anche un altro saggio personale che si può presentare: io ne ho scelto uno informale, ovverosia “scrivere una lettera al tuo futuro compagno di stanza”. Questo perché mi dava modo di mostrare anche il mio lato sociale e di approccio alla comunità, in aggiunta alle capacità accademiche e le curiosità extracurriculari già dimostrate tramite gli altri documenti.

Mi dicevi che hai dovuto sostenere anche un colloquio: com’è andata?

Sì. Allora, se vi contattano è un bel segno! Io ho inviato la candidatura il giorno del mio compleanno, il 30 Ottobre. Il 14 Novembre mi ha contattato l’intervistatrice per chiedermi un di “breve” (è durato 1 ora e mezza circa) colloquio. Non fate come me, però: l’intervistatrice è un’amica, non un nemico. Non c’è bisogno di entrare in panico: sono lì per aiutarvi a succedere.

Vorresti entrare in una Top University? I tutor di Edusogno hanno frequentato le più prestigiose università del mondo e sono a tua disposizione per guidarti nel processo di ammissione.

Una preoccupazione di molti ragazzi che ci contattano riguarda il finanziamento dei propri studi. Ci sono molti falsi miti a riguardo, giusto?

Certamente. Non è vero che ad Harvard si pagano 50.000$ l’anno di retta. Negli Stati Uniti molti atenei prestigiosi offrono un servizio noto come “need-based financial aid”: la copertura dei costi non deriva da un fattore di merito, ma da uno prettamente di reddito. Se loro sono interessati a te, non importa che tu abbia la possibilità di pagare o meno: provvederanno a finanziare i tuoi studi, nel caso. È un po’ come il massimale del reddito ISEE in Italia. A me, Harvard copre il 100% dei costi. Gli atenei si dividono inoltre in “need-blind” e “need-aware”. Le università need-blind non considerano la tua necessità di finanziamento in fase di selezione. Il discorso è diverso per le need-aware, che nel caso si trovino davanti due candidati di pari merito, preferiranno il candidato che non ha bisogno di finanziamenti. In generale, però, non c’è bisogno di preoccuparsi per i finanziamenti: tutti gli atenei sono molto generosi. A me, Harvard ha anche dato 2000$ aggiuntivi per iniziare a comprare le prime necessità quando arrivo in America, o magari per finanziarmi il viaggio.

Tra le principali università americane, quali sono le need-aware e quali le need-blind?

Le need-blind, se non sbaglio, sono Harvard, Columbia, UPenn, Dartmouth, Cornell, Yale e Amherst College. Nel caso, si può consultare la lista online. Io consiglio di applicare in tutte quelle che offrono il need-based financial aid, che siano need-blind o need-aware: è un’opportunità in più.

Che consiglio daresti a chi, come te, avrebbe voglia di studiare in una Top University in America?

Innanzitutto, siate voi stessi. Sottolineare le vostre diversità, come dicevo prima. Poi vi dico: provateci. È un’esperienza molto formativa: avrete modo di aprirvi una grande finestra sul mondo.

Come hai reagito alla notizia della tua ammissione?

È stata una giornata passata in agonia. Harvard ti dice che a quell’ora specifica, in quel giorno da loro scelto, uscirà la decisione finale. Io ero demotivato e stavo già pensando di mandare i documenti alle altre università: ero sicuro non mi avessero preso! Me lo ripetevo: “Non mi hanno preso, no…” Ero in videochiamata con delle amiche ed ho detto loro: “Non ho il coraggio, guardate voi.” Poi i coriandoli sullo schermo e la scritta “Welcome to Harvard.” Era l’1:00 del 18 Dicembre ed ho urlato forte. Mio fratello e mia mamma sono corsi in cucina spaventati, pensavano ci fossero dei ladri: non è consigliabile urlare in quel modo nel cuore della notte. Ad un tratto, tutto è sembrato giusto: si era chiuso un ciclo del mio percorso. Quando mi dedicavo alle mie attività extracurriculari, non pensavo di fare richiesta ad Harvard. Alcuni mi hanno detto: “Sembra un curriculum preparato proprio per fare domanda in questo tipo di scuole.” Ho sempre risposto: “Ah, non lo sapevo. Io l’ho fatto perché mi piaceva farlo.” Studiare sempre non serve a nulla. Stare solo con la testa sui libri, senza aiutare la comunità o crescere personalmente, credo non abbia senso.

Condivido tantissimo: investire nelle proprie passioni, ripaga sempre. Ti ringrazio ancora per la chiacchierata che abbiamo avuto. Spero ci risentiremo presto!

Grazie a voi per la chiacchierata! Ci tengo a ribadire: in caso di domande, rivolgetevi ad Edusogno: sono un team di eccellenze italiane in tutto il mondo, oltre che molto preparati e disponibili!!


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